“Basta! Questa volta voglio essere costante.”
Quante volte lo hai detto?
Quando iniziamo qualcosa di nuovo, spesso ci promettiamo che questa sarà la volta buona.
Ci alleneremo con regolarità, non molleremo al primo ostacolo e porteremo avanti ciò che abbiamo iniziato.
Eppure, basta un imprevisto per mettere tutto in discussione.
Un periodo di lavoro intenso, qualche giorno di pausa o semplicemente la mancanza di voglia possono farci perdere il ritmo.
Ma cosa ci permette davvero di essere costanti nell’allenamento?
Spesso pensiamo che serva soprattutto la motivazione, prima deve arrivare la voglia di allenarsi e poi, quasi automaticamente, verrà costruita una routine.
Pensiamo che prima debba arrivare la voglia di allenarsi e che, solo dopo, possa essere costruita una routine.
Ma se fosse il contrario?
Con il tempo mi sono accorto che, molto spesso, la motivazione non è ciò che ci permette di iniziare.
È qualcosa che può crescere lungo il percorso, attraverso le esperienze e i piccoli risultati che raggiungiamo.
Perché essere costanti nell'allenamento è così difficile?
Pensiamo a quando smettiamo di allenarci per qualche giorno.
Può succedere dopo una vacanza, a causa di un raffreddore o durante settimane di lavoro intenso.
All’inizio sembra una semplice pausa.
Poi passa una settimana e tornare ad allenarsi diventa improvvisamente molto più difficile.
Non perché il nostro corpo abbia dimenticato tutto, ma perché è stata interrotta quell’abitudine che rendeva naturale dedicare del tempo all’allenamento e a noi stessi.
Al contrario, può capitare di allenarsi anche quando si è stanchi, si ha poco tempo o semplicemente non se ne ha voglia.
Eppure, una volta finito, può arrivare quella sensazione che tutti conosciamo:
“Alla fine, ne è valsa la pena.”
È proprio lì che può iniziare a crescere la motivazione.
Come ritrovare la motivazione attraverso i piccoli risultati
Quando l’allenamento viene inserito nella propria routine, si inizia a fare esperienza.
Con l’esperienza arrivano piccoli miglioramenti. E quando quei miglioramenti vengono riconosciuti, viene ritrovata anche la voglia di continuare.
Si crea così un ciclo:
Ti piace → inizi → sei costante → migliori → vedi un risultato → ti senti motivato → continui.
Nel verticalismo questo meccanismo è particolarmente evidente.
All’inizio, fare la verticale può sembrare quasi impossibile. Devono essere sviluppate diverse abilità, tra cui equilibrio, forza, mobilità, coordinazione e controllo.
Poi, a un certo punto, arriva il primo secondo in equilibrio.
Una salita viene controllata meglio.
La linea diventa più pulita.
Un esercizio che prima sembrava impensabile prende forma.
Sono piccoli risultati, ma proprio per questo hanno un valore enorme.
Come ho imparato a migliorare nella verticale, un passo alla volta
Se guardo a quattro anni fa, quando ho iniziato, ricordo quanto la verticale sembrasse lontana.
Avevo poca mobilità e incontravo molte difficoltà. Il risultato che desideravo raggiungere sembrava distante e, a volte, era difficile immaginare di potercela fare.
Poi è cambiato il mio modo di guardare al percorso.
Ho smesso di concentrarmi soltanto sulla verticale che volevo raggiungere e ho iniziato a lavorare sul piccolo obiettivo che avevo davanti.
Un esercizio riuscito, qualche secondo in più, una linea migliore.
Ogni miglioramento è diventato un motivo per continuare e il punto di partenza per il passo successivo.
Oggi quella verticale che sognavo è diventata realtà, ma il percorso non è finito.
Continuo a pormi nuovi obiettivi e a cercare modi per migliorare.
È stato questo cambio di prospettiva a fare davvero la differenza.
Come raggiungere i tuoi obiettivi senza perdere la motivazione
Se all’inizio avessi guardato soltanto la distanza che mi separava dalla verticale che volevo, probabilmente avrei rischiato di abbandonare.
Quando un obiettivo sembra troppo lontano, infatti, è facile non accorgersi dei progressi che vengono fatti lungo la strada.
Per questo, quando inizi un percorso di verticalismo, corpo libero, yoga o allenamento a casa, prova a cambiare prospettiva.
Non chiederti soltanto:
“Quanto manca al mio obiettivo?”
Chiediti:
“Qual è il piccolo passo che posso fare oggi?”
Perché quel piccolo risultato può essere sufficiente per farti venire voglia di continuare.
Non perdiamo di vista tutto ciò che abbiamo già conquistato, concentrandoci su quello che ancora ci manca.
Impariamo a vivere il percorso, ad ascoltare il nostro corpo e a riconoscere le sensazioni che proviamo mentre ci alleniamo.
Altrimenti rischiamo di vivere sempre proiettati verso il prossimo traguardo, senza goderci davvero quello che stiamo costruendo.
Perché migliorare è importante, ma lo è anche imparare ad apprezzare il punto in cui ci troviamo.
La motivazione si costruisce allenamento dopo allenamento
Una verticale libera solida, come puoi immaginare, non si costruisce in un giorno.
È un percorso fatto di equilibrio, forza, mobilità, controllo e tanti piccoli traguardi.
Per questo non serve aspettare di essere sempre motivati.
Gioisci del piccolo obiettivo che hai davanti.
Raggiungilo, goditi quel momento e poi riparti verso il successivo.
La motivazione, forse, non deve essere trovata prima di iniziare.
Può essere costruita mentre si va avanti.
Vuoi imparare a fare la verticale?
Ci tenevo a condividere con te questa parte della mia esperienza, perché il cambio di prospettiva che ho imparato attraverso il verticalismo oggi cerco di applicarlo in tanti altri aspetti della mia vita.
Spero che possa essere uno spunto utile anche per il tuo percorso.
E tu, come vivi la costanza nell’allenamento?
Ti capita di perdere la motivazione o hai trovato un modo per continuare anche nei momenti più difficili? Se ti va, raccontamelo nei commenti.
Se invece vuoi imparare a fare la verticale o migliorare il tuo equilibrio sulle mani, non aspettare di sentirti perfettamente motivato.
Inizia da dove sei, scegli un piccolo obiettivo e costruisci il tuo percorso un passo alla volta.
Se vuoi, possiamo farlo insieme!
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A presto, un abbraccio.
Marco