La costanza: un destino comune per chi si allena

Cosa fare per essere costante nell ‘allenamento della verticale?

Inizialmente o ad un certo punto del percorso questa è una domanda che ci siamo posti tutti.

Si, anche io.

Porsi questa domanda è estremamente importante per raggiungere risultati nel mondo della verticale sulle mani sia che tu parta da zero o che tu sia un atleta avanzato della disciplina.

Nell’arco della mia esperienza da insegnante e atleta ho identificato alcune strategie che possono aiutarti nei momenti di maggior difficoltà, stress o demotivazione.

Quando si intraprende un nuovo percorso, la carica e il fascino dato dalla nuova esperienza ci danno una spinta ma questo effetto non durerà all’infinito.

Pertanto, alimentare costantemente questa motivazione nell’allenamento di discipline a lungo termine come il verticalismo può risultare di grande aiuto.

Sono anche le strategie che mi hanno permesso di passare da una mobilità estremamente ridotta ad un buon livello e da una verticale inconsistente e storta ad allenare elementi avanzati del verticalismo.

Se non mi conosci mi presento: sono Marco, insegnante di verticalismo. Da anni aiuto le persone a imparare la verticalità sulle mani, sia partendo da zero sia affrontando situazioni di stallo, offrendo lezioni sia online che in presenza.

Ecco quindi le quattro strategie che ho individuato e che funzionano, che ti permetteranno di essere costante nell’allenamento e raggiungere gli elementi avanzati del verticalismo.

Cominciamo dalla più importante a mio avviso.

Passione: metti la tua felicità al primo posto

Questo concetto non riguarda soltanto l’ambito sportivo, ma si estende anche al lavoro, al tempo libero e praticamente a tutto: fare ciò che ci rende felici ci consente di dare il massimo.

Le prime domande da porsi quando si intraprende una nuova avventura sono quindi:

Realmente mi appassiona questa attività?

Mentre la svolgo, provo soddisfazione e felicità?

Partire con due risposte affermative costituisce già una solida base che ti aiuterà a superare gli ostacoli e le difficoltà che incontrerai lungo il percorso.

Potresti obiettare: “Ma è ovvio che faccio ciò che mi piace!”

Mi permetto di dissentire.

Spesso, sia nel contesto lavorativo che in quello sportivo, ci troviamo in situazioni per motivi poco chiari: “Ho scelto questa scuola perché era la più vicina”, “Svolgo questo lavoro perché era quello disponibile al momento”, “Pratico questo sport perché è ciò che tutti fanno”.

Queste “non scelte” rischiano di accompagnarci per tutta la vita.

Con il tempo, potremmo rassegnarci o anche eccellere nelle nostre attività, ma è improbabile che raggiungeremo mai la stessa soddisfazione che otterremmo facendo qualcosa che veramente ci appassiona.

Quindi, ignora tutto il resto, credi in te stesso e segui ciò che ti fa sentire bene.

Forse non diventeremo i più talentuosi, ma sicuramente saremo i più felici.

Scegli ciò che ti fa stare bene, non conformarti solo perché è ciò che fanno gli altri, e non lasciare che la tua autostima venga minata da confronti.

Mettere la passione al centro ti darà una spinta incredibile per superare ogni ostacolo.

Passiamo ora alla seconda strategia.

Porsi piccoli obiettivi

Questa è una strategia che davvero pochi applicano quando si tratta di raggiungere obiettivi a medio-lungo termine.

Essenzialmente si tratta di osservare in modo più attento.

Se iniziamo un percorso da zero con l’obiettivo di imparare la verticale non dobbiamo avere come obiettivo la verticale.

So che può sembrare strano e proprio per questo motivo pochi lo fanno davvero.

Il concetto che sta dietro a questa affermazione è il seguente: trattandosi di percorsi lunghi, se guardiamo solo al punto finale rischieremo di non notare i progressi intermedi, cadendo in sconforto e pensando di non avanzare affatto.

Nel mezzo, invece, ci sono numerosi miglioramenti.

piccoli obiettivi

Se piantiamo oggi un seme e aspettiamo solamente che la pianta cresca rigogliosa, passeremo anni delusi. Tuttavia, se apprezziamo ogni piccola foglia, la sua crescita e il fatto di prendersene cura giorno dopo giorno, godremo anche del processo.

È fondamentale, dunque, stabilire obiettivi raggiungibili a breve termine. Non sottovalutare il potere dei piccoli successi quotidiani! Ogni miglioramento, per quanto piccolo, è un passo avanti verso la tua meta finale.

Per chiarire questo concetto, prendiamo un esempio concreto legato al verticalismo:

Immagina una persona che parte da zero, chiamiamola Sara.

Sara non ha mai praticato la verticale e il suo obiettivo è imparare a stare in equilibrio per 10 secondi, così da potersi divertire durante i suoi viaggi in giro per il mondo.

Inizia ad allenarsi e la sua prima sfida è superare la paura di cadere, che da sempre la frena e la spaventa.

Gradualmente, costruisce la forza necessaria per sostenersi, comprende meglio il funzionamento del suo corpo in inversione e impara come uscire in sicurezza in caso di caduta.

Dopo alcuni mesi, Sara acquisisce fiducia in se stessa, superando la paura di cadere e inizia ad allenarsi con serenità.

Sara ha già raggiunto la verticale libera? Assolutamente no.

Ma la sua mente e il suo corpo hanno fatto molti passi avanti rispetto all’inizio.

Questo è ciò che conta davvero e ciò che ti permetterà di arrivare fino in fondo.

E così giungiamo alla terza strategia.

Anche il migliore insegnante ha un insegnante

Abbiamo appena parlato dell’importanza dei piccoli obiettivi nel percorso di allenamento della verticale sulle mani, ma c’è un altro aspetto cruciale da considerare:

individuarli può risultare un compito arduo.

Non riconoscere questi progressi potrebbe compromettere i tuoi sforzi, ma come puoi evitarlo?

La soluzione è affidarsi a una guida esperta.

Questo aumenterà a dismisura la tua capacità di crescita nella verticale.

Io stesso, insegnante di verticalismo, sono seguito da una coach più esperto di me.

Un occhio esterno è in grado di individuare i tuoi miglioramenti e, ancor più importante, di aiutarti a riconoscerli autonomamente.

Un buon insegnante disegnerà un percorso su misura per te, adattato alle tue esigenze specifiche, consentendoti di percepire da solo i tuoi progressi e la direzione verso cui stai lavorando.

La mancanza di una guida esperta potrebbe portarti a saltare passaggi fondamentali, rendendo difficile il proseguimento del tuo percorso e generando frustrazione.

Potresti obiettare: “Ma io conosco gli esercizi per allenare la verticale”.

È vero, molte persone sono esperte in questo campo, ma un buon insegnante non si limita a fornirti un programma di allenamento

Lo vedo come una figura preparata anche per darti sostegno morale, pronta ad affrontare eventuali ostacoli insieme a te e su cui puoi contare.

Quando cerchi un insegnante, non limitarti a valutare il programma offerto, ma considera anche gli aspetti più ampi della sua figura.

Nel mio servizio di coaching online, mi impegno a fornire non solo un programma di allenamento, ma un supporto completo per chi si affida a me. Se desideri approfondire il mio metodo di coaching, ti invito a dare uno sguardo ad un estratto del mio programma.

Per qualsiasi domanda sul percorso personalizzato ti invito a scrivermi qui sotto nei commenti, nella sezione contatti del sito o sul mio profilo instagram (@marco.ruggirello) ti rispondo volentieri.

Siamo alla fine, passiamo alla quarta e ultima strategia per essere costanti nel verticalismo.

L'importanza della disciplina

Ah, l’eterna lotta contro l’inazione!

Quante volte ti sei ritrovato a rimandare l’allenamento solo perché “non ne avevi voglia”?

È naturale, anche quando ci piace qualcosa, sentirsi sempre motivati è davvero difficile. Ma tranquillo, questo non significa che hai perso la disciplina.

Oggi voglio condividere con te un piccolo gesto che può rompere l’inerzia.

A volte, dopo una giornata faticosa o stressante, magari accompagnata da un clima uggioso, la voglia di allenarsi non è alle stelle.

E cosa faccio in quei momenti?

Anche se può sembrare difficile, faccio quel primo passo.

Indosso la mia tuta e programmo mentalmente l’allenamento. Ti garantisco che una volta iniziato, l’entusiasmo tornerà e la voglia prenderà il sopravvento.

Non ci crederai, ma le giornate in cui ero tentato di saltare l’allenamento spesso sono state quelle in cui ho ottenuto prestazioni eccellenti.

Dopo aver completato la sessione, mi sentivo soddisfatto di non aver ceduto alla pigrizia, orgoglioso di aver compiuto quel primo passo e di aver aggiunto un altro tassello verso il mio obiettivo.

Detto questo, non voglio che ignori i segnali del tuo corpo.

Se senti la necessità di recuperare fisicamente e mentalmente, è importante farlo. Il riposo è tanto importante quanto l’allenamento.

Ma così come alleniamo il corpo, dobbiamo allenare anche la mente. Resistere ai primi segnali di stanchezza o pigrizia potenzierà notevolmente la tua resilienza.

Sono sicuro che, una volta completato l’allenamento, ti sentirai soddisfatto e pieno di energia.

Quindi la prossima volta che sei indeciso, non pensarci troppo: cambiati e allenati. Sarai un passo più vicino al tuo obiettivo.

Conclusione

Ciò di cui ti ho parlato in questo articolo, le strategie che ti ho dato su come essere costante nell’allenamento della verticale, sono le stesse che hanno funzionato per me.

E’ importante, se vuoi ottenere i giusti risultati, non sottovalutarle, te le riporto qui sotto:

Seguire la propria Passione;

Porsi piccoli obiettivi;

Farsi seguire da persone esperte (guide);

Essere Disciplinati.

Prima di concludere voglio lasciarti delle risorse che ti saranno molto utili per partire con il piede giusto e costruire un percorso reale verso la verticale:

 

Come sempre, se ti va, fammi sapere cosa ne pensi di queste strategie su come essere costante nell’allenamento qui sotto nei commenti.

Un abbraccio,

Marco

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