Non commettere i miei stessi errori con la verticale

Ciao Upsider,

quello che ti racconterò oggi sarà un po’ forte, ma è quello che ho provato sulla mia pelle.

Sono i miei errori e quelli che mi hanno raccontato i ragazzi che ora lavorano con me.

Ed è proprio quello che voglio impedire che accada anche a te, così potrai raggiungere i tuoi traguardi con un percorso chiaro, mantenendo sempre motivazione e fiducia in te stesso.

L’ossessione per la verticale

Partiamo da qui: Quando la verticale sulle mani diventa l’unico obiettivo, spesso ci dimentichiamo di ciò che conta davvero.

Siamo annebbiati dalla forma finale e non vediamo il vero percorso: costruire le basi giuste per partire in modo corretto.

Durante le prime pratiche, molti passano subito a kick up (slanci) e tentativi casuali per staccarsi dalla parete, affidandosi alle sensazioni della giornata e al caso, senza sapere realmente cosa stanno facendo.

Il pensiero fisso è: la verticale nella sua forma definitiva.

Ma quello che sembra una scorciatoia, può trasformarsi in un errore che costa caro!

Ma cosa può succedere se ignorariamo le fondamenta della verticale ?

Saltare le basi prima o poi presenta il conto. Le casistiche sono due:

  1. Scenario ottimistico

    Dopo 6 mesi/1 anno raggiungi l’equilibrio. La forma sarà più o meno pulita in base a forza, equilibrio e mobilità. Ma una volta lì, ti ritroverai in stallo, senza sapere come proseguire per migliorare.

  2. Scenario peggiore e più comune

    Paura, cadute, ridotta mobilità articolare, mancanza di forza e tecnica, assenza di una programmazione. Tutto questo ti impedirà di raggiungere l’equilibrio anche dopo mesi o anni di allenamento.

    La sensazione di inadeguatezza ti porterà a pensare una cosa sbagliatissima: “non sono portato, non ci riuscirò mai” — fino ad abbandonare.

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La missione di Movymento

Sono parole forti, lo so. Ma sono sensazioni che ho vissuto e che ho ascoltato da decine di persone che ho seguito.

Se te lo dico è perché uno dei miei obiettivi e di Movymento.it, è condividere le mie esperienze e quelle dei ragazzi che seguo, per accompagnarti nel tuo percorso verso la verticale, dandoti strumenti concreti e una direzione chiara.

Quindi, direi di partire subito con il primo errore.

Andiamo!

1. Il primo errore - slancio in verticale

Capisco che il kick up (slancio) sia uno dei gesti più affascinanti del verticalismo, ma è anche tra i più complessi.

Proprio per questo ti sconsiglio fortemente di allenarlo all’inizio del tuo percorso di apprendimento della verticale sulle mani.

Ma perché ti dico questo?

Scopriamolo insieme.

Il kick up è un movimento dinamico che, in pochissimi secondi, ti chiede di mettere insieme tutto quello che riguarda la verticale:

  • spinta della gamba a terra,
  • apertura e spinta con le spalle,
  • attivazioni per allineare la schiena,
  • gestione dell’equilibrio,
  • mobilità articolare,
  • uso corretto delle mani,
  • direzione dello sguardo.

Io ho già mal di testa e pensa che potrei andare avanti: ci sono almeno altri 5 o 6 aspetti da considerare.

Ora dimmi: come pensi di controllare tutto questo senza averlo prima assimilato con esercizi specifici?

Rispondi tu.

3…2…1…

Tempo scaduto: era facile questa.

A meno che tu non abbia già chiari tutti questi punti e li abbia consolidati con la pratica, il consiglio è semplice: togli il kick up dai tuoi allenamenti iniziali.

Questo esercizio può illuderti con microsecondi di falso equilibrio, ma in realtà ti fa solo perdere tempo.

E io, te lo dico per esperienza, ne ho perso davvero tanto!

La buona notizia è che abbiamo appena eliminato un grande ostacolo dalla tua pratica.

Ora sei pronto a passare al secondo errore… che non è da meno!

2. Il secondo errore - Attivazioni e posizionamenti

La vera svolta nel mio percorso è arrivata quando ho deciso di lavorare con metodo su attivazioni e posizionamenti.

Eliminando i kick up abbiamo tolto una grossa fonte di errore, ma anche sollevarsi dalla parete con i classici “calcetti” che puntualmente ti riportano subito alla parete non è da meno.

La parete (o altri supporti) è un mezzo potentissimo, ma va usata con metodo e progressione.

Quello che ti permetterà di staccarti dalla parete con una linea solida, controllo e consapevolezza sono proprio ciò che nel verticalismo chiamiamo attivazioni e posizionamenti.

Cosa sono le attivazioni

Se non sai bene di cosa parlo, ho scritto un articolo dedicato che ti consiglio di leggere appena finisci questo: Verticale perfetta: attivazioni e posizionamenti

Nell’articolo potrai approfondire bene di cosa stiamo parlando, ma inquadriamo il concetto anche qui.

Le attivazioni sono contrazioni muscolari volontarie che, se allenate con progressione (prima in piedi e poi gradualmente a testa in giù), rendono la tua verticale dritta, stabile e senza limiti di crescita.

Cosa sono i posizionamenti

Con i posizionamenti impari come deve stare il corpo nelle diverse situazioni:

  • quando sposti una gamba,
  • quando lavori in straddle (divaricata),
  • in posizione raccolta,
  • o negli elementi più acrobatici del verticalismo.

Perché sono fondamentali

Per padroneggiare attivazioni e posizionamenti servono esercizi specifici, studiati sul tuo corpo e sulle tue esigenze. Solo così riuscirai a progredire davvero con la verticale sulle mani.

I primi secondi di equilibrio non saranno più affidati al caso, ma al controllo che avrai acquisito.

Non sarà più la verticale a controllare il tuo corpo, ma sarai tu a controllare lei.

Il divertimento e la gioia di allenarti aumenteranno, i tuoi progressi saranno visibili, vedrai un percorso chiaro davanti a te, crescerà la fiducia in te stesso e ti sentirai meglio anche fisicamente.

Abbiamo capito che una programmazione basata su attivazioni e posizionamenti vince sempre sui tentativi casuali che appagano solo l’ego (per poco tempo).

Quindi sì, abbiamo eliminato un altro errore comune.

Ora passiamo al terzo e ultimo: quello che spesso viene tralasciato persino dagli avanzati, perché è difficile da allenare e da insegnare.

Ma ci sono passato, l’ho studiato, l’ho praticato…

Andiamo, che voglio raccontartelo subito!

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3. Il terzo errore - Mobilità per la verticale

Ti dico subito la parola tabù: mobilità articolare.

E no, non ho detto stretching.

Se hai qualche dubbio sulla differenza, non perderti questo terzo capitolo della guida sui 3 errori più comuni da evitare nella verticale sulle mani.

Anche conoscendo un minimo il mondo degli esercizi di allungamento, ottenere risultati concreti non è semplice.

Servono tempo, una programmazione accurata, monitoraggio e una progressione graduale, oltre a capire cosa ti serve davvero per migliorare la tua verticale.

Stretching e mobilità: non sono la stessa cosa

Facciamo un pò di chiarezza, fare una morning routine di stretching per sciogliersi la mattina è un’ottima abitudine, lo faccio anch’io, ma non è ciò che ti farà migliorare nella verticale, nello yoga o nelle discipline a corpo libero.

Lo stretching infatti consiste in esercizi che allungano i muscoli. È utile per affrontare meglio la giornata, ma ha un effetto temporaneo e non ti permette di sviluppare forza e mobilità articolare reale.

Quante volte, il giorno dopo aver fatto stretching, ti sei sentito uguale a prima?

La mobilità articolare invece ti permette di muovere le articolazioni in un range più ampio e, soprattutto, in maniera attiva.

Vuol dire che avrai forza in tutto l’arco di movimento.

L’errore più comune

Il terzo errore è non allenare la mobilità articolare o limitarsi solo alla flessibilità muscolare, magari in modo passivo (30–60 secondi in posizioni statiche).

Ma senza esercizi attivi e contro resistenza, il miglioramento non arriva.

Allenare la mobilità articolare invece, fa una differenza enorme:

  • ti permette di aprire le spalle,
  • migliorare la mobilità delle anche,
  • sollevare una gamba tesa in kick up,
  • e sviluppare abilità affascinanti e uniche.

Esempi pratici dal mio percorso

Verticale a muro
Anni di stretching e esercizi casuali
Full a muro punte tirate
Allenando con metodo la mobilità

Per molto tempo ho lavorato solo sulla flessibilità (stretching). Ero più sciolto, sì, ma:

  • la mia capacità di aprire volontariamente le spalle in verticale non era migliorata;
  • la mia forza nel flettere la gamba tesa non era cambiata.

     

Tutto questo è cambiato quando ho introdotto la mobilità articolare.

Da allora:

  • la mia verticale è diventata più dritta,
  • la mia forza in flessione di gamba è aumentata,
  • sono sì più mobile, ma anche molto più forte.


Il risultato?
Un boost incredibile alla mia verticale.

È un argomento vastissimo, ma spero ora tu abbia le idee più chiare.

Se vuoi approfondire, lasciami un commento qui sotto o contattami per iniziare insieme un percorso mirato su verticalismo e mobilità articolare.

Ed eccoci arrivati alla fine di questa guida!

Conclusioni

La verticale sulle mani non è il risultato di tentativi casuali, ma un’abilità che cresce con metodo, attenzione e pazienza.

Nella mia pratica, eliminare gli errori che abbiamo visto in questa guida è stato decisivo:

  1. Kick up a inizio percorso senza metodo.
  2. Mancanza di attivazioni e posizionamenti.
  3. Non allenare la mobilità articolare.

Correggere questi aspetti è stato fondamentale per superare lo stallo che avevo da anni, ritrovare motivazione e tornare a migliorare, fino a raggiungere oltre 40 secondi di verticale libera e a costruire combo avanzate del verticalismo.

Oggi insegno questi concetti alle persone che si rivolgono a me:

  • chi vuole iniziare da zero con il piede giusto,
  • chi si trova in uno stallo e non riesce più a progredire.
  • chi ama la verticale e cerca un metodo sicuro ed efficacie per non perdere più tempo

Spero che questo articolo ti sia stato utile e ti abbia aiutato ad avere le idee più chiare sul mondo del verticalismo.

👉 Ti lascio anche un approfondimento su una paura molto comune, spesso causata da un approccio casuale:

Superare la paura di cadere

Se vuoi condividere il tuo percorso o hai dubbi, scrivi nei commenti qui sotto oppure contattami su Instagram: @marco.ruggirello.

Il tuo percorso nel verticalismo può iniziare oggi, un passo alla volta.

Un abbraccio,

Marco

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2 Commenti
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Evelyn
9 mesi fa

Grazie Marco per tutti questi consigli ! molte volte pensi di fare esercizi utili per migliorare la verticale ma che in realtà servono a ben poco. Grazie ai tuoi video e le tue spiegazioni piano piano sto migliorando sempre di più e sto ottenendo risultati notevoli !